La Clinica Dermatologica di ASUGI partecipa allo studio : “Collaborazione uomo-macchina per il riconoscimento dei tumori cutanei”, pubblicato sul Nature Medicine

 giovedì 25 giugno 2020

La Clinica Dermatologica di ASUGI ha partecipato ad uno studio appena pubblicato nel Nature Medicine, uno delle riviste mondiali più preziose nell’ambito della ricerca.

“Collaborazione uomo-macchina per il riconoscimento dei tumori cutanei - una squadra molto vincente”

https://www.nature.com/articles/s41591-020-0942-0

L'Intelligenza Artificiale (IA) è sempre più utilizzata in medicina per sostenere le competenze umane. Spesso si teme che in futuro, non appena l'intelligenza artificiale sarà di qualità sufficiente, le competenze umane diventeranno superflue e quindi saranno necessari meno medici. Questi timori sono ulteriormente alimentati dalla rappresentazione popolare di una "competizione" tra gli esseri umani e l'IA. Uno studio internazionale condotto dalla Università di Medicina di Vienna insieme con altri centri tra quelli la Clinica Dermatologica dell'ASUGI ha ora illustrato l'enorme potenziale della collaborazione tra uomo e computer.

Lo studio internazionale dissacra l'idea di questa presunta competizione, evidenziando invece l'enorme potenziale di combinare la competenza umana con l'Intelligenza Artificiale. Lo studio pubblicato su Nature Medicine esamina l'interazione tra medici e IA da varie prospettive e in diversi scenari di rilevanza pratica. Sebbene gli autori limitino le loro osservazioni alla diagnosi dei tumori della pelle, sottolineano che i risultati possono essere estrapolati anche ad altre aree della medicina in cui viene utilizzata l'Intelligenza Artificiale.

L'IA non sempre migliora la diagnosi

"È interessante notare che gli esaminatori meno esperti beneficiano maggiormente del supporto dell'IA rispetto a quelli esperti. Gli esaminatori meno esperti si sono fidati dell'IA più di quelli esperti. Questi ultimi hanno accettato i suggerimenti dell'IA per modificare la loro diagnosi originale solo nei casi in cui non erano sicuri", hanno scritto gli autori. Un secondo esperimento ha dimostrato che tutti gli esaminatori, anche gli esperti riconosciuti, possono essere fuorviati dall'IA, se l'output è stato modificato per indicare false diagnosi. "Lo studio dimostra quindi che è necessaria una certa fiducia nell'IA per poterne trarre beneficio, ma che questa fiducia può anche avere un lato negativo".

L'IA potrebbe alleviare il carico di lavoro dei medici e migliorare la qualità

Gli autori hanno dimostrato che l'IA di buona qualità è in grado di filtrare i tumori  benigni in uno scenario di telemedicina. Ciò potrebbe ridurre significativamente il numero di casi che devono essere esaminati da un esperto umano.

I ricercatori hanno poi dimostrato, utilizzando dati reali e raccolti in prospettiva, che anche gli esaminatori inesperti possono effettuare diagnosi di telemedicina a livello di esperti con il supporto dell'IA. Hanno anche dimostrato in un esperimento finale che le persone possono imparare a utilizzare i concetti generati dall'IA come indicatori diagnostici per migliorare le proprie competenze indipendentemente dall'IA.

La conclusione: "In futuro, l'intelligenza umana e quella artificiale si integreranno a vicenda e insieme miglioreranno la cura del paziente. Dovremmo smettere di concentrarci sul concorso, ma piuttosto sulla collaborazione tra le competenze umane e l'IA. Poiché non tutti gli utenti beneficiano allo stesso modo del supporto dell'IA e poiché la forma di supporto gioca un ruolo importante, i sistemi medici basati sull'IA non dovrebbero essere sottoposti solo a test pratici come applicazioni a sé stanti, ma anche sempre in interazione con l'utente tipico".

 

CREAUS