Giornata Mondiale contro il Cancro

 giovedì 4 febbraio 2021

Uno sguardo al reparto di Oncologia e all’ambulatorio di senologia, screening e valutazione del rischio dell’OSARF.

In occasione della Giornata Mondiale contro il Cancro, abbiamo deciso di parlare dell’attività del reparto di Oncologia e dell’ambulatorio di senologia, screening e valutazione del rischio dell’OSARF (Oncologia Senologica e dell’Apparato Riproduttivo Femminile) con la referente aziendale dei programmi di screening alla mammella e al colon retto, dott.ssa Carla Dellach, insieme alla dott.ssa Alessandra Guglielmi, Direttore presso SC Oncologia Trieste, al dottor Leonardo Recchia, Direttore Sostituto presso SC Oncologia Gorizia-Monfalcone, alla dott.ssa Rita Ceccherini, responsabile presso SC Centro Sociale Oncologico e alla dott.ssa Daniela Gerin, responsabile per ASUGI dello screening regionale della cervice uterina.

L’ambulatorio di senologia, screening e valutazione del rischio dell’OSARF, attivo da molti anni, si trova all’interno del reparto di Oncologia Senologica e dell’Apparato Riproduttivo Femminile dell’Ospedale Maggiore. La dott.ssa Carla Dellach gestisce l’ambulatorio e le sue attività prevedono visite senologiche di prevenzione, visite di screening e visite senologiche per la valutazione del rischio oncologico per carcinoma della mammella e dell’ovaio; inoltre, organizza e gestisce insieme alla segreteria di screening il programma di screening mammografico regionale per ASUGI.

Il servizio dell’ambulatorio è rivolto alle donne nella fascia di età tra i 45 e i 74 anni, che hanno diritto ad effettuare gratuitamente una mammografia ogni due anni. L’attività del laboratorio è interamente dedicata alla prevenzione del carcinoma mammario. 

Da alcuni mesi, a causa dall’emergenza Covid-19, è anche cambiata la modalità con cui le pazienti vengono contattate per fissare l’appuntamento: non ricevono più una lettera cartacea, ma vengono contattate telefonicamente.

Dal 1 gennaio 2021 l’accesso allo screening mammografico è stato esteso anche alla fascia di età compresa tra i 45 e 49 anni: per motivi organizzativi, nel corso di quest’anno verranno contattate le persone che compiono 45, 47 e 49 anni, mentre le donne che nel corso del 2021 compiranno 46 o 48 anni verranno contattate nel 2022. Di conseguenza, entrando nel programma di screening, per le utenti nella fascia 45-49 non è più valida l’esenzione D03 che permetteva di effettuare gratuitamente ogni due anni la mammografia con la ricetta del medico curante e un’autocertificazione. 

Dott.ssa Dellach, può darci qualche numero sull’attività dell’ambulatorio?

Durante il 2020 sono state effettuate 638 visite senologiche, anche se nei mesi di marzo, aprile e maggio le visite non urgenti sono state sospese in accordo con le disposizioni aziendali imposte dall’emergenza Covid. Più nello specifico, di queste, 37 erano visite catalogate con priorità breve o urgente e 74 erano visite per la valutazione del rischio. 70 visite sono state fatte per comunicare diagnosi in seguito ad accertamenti di screening mammografici. 

Come i cittadini possono accedere ai servizi dell’ambulatorio?

È sufficiente che gli utenti richiedano al proprio medico curante l’impegnativa attestante il motivo e la priorità della visita e che si prenotino telefonicamente allo 040/3992470. 

Quali sono stati i cambiamenti organizzativi derivati dall’emergenza Covid-19?

Il principale cambiamento organizzativo derivante dall’emergenza Covid-19 ha riguardato la nuova modalità di chiamata delle utenti per fissare gli appuntamenti. Sempre a causa dell’emergenza, al momento l’Ambulatorio di Senologia, Screening e Valutazione del Rischio e la segreteria del programma screening si trovano al secondo piano della palazzina Infettivi e non all’interno del reparto OSARF. 

La dott.ssa Daniela Gerin ci parla, invece, dello screening regionale della cervice uterina.

Dott.ssa Gerin, quali ripercussioni ha avuto il Covid sul servizio di screening?

Lo screening ha subito un notevole rallentamento da un anno ad oggi.
Per contribuire al recupero del ritardo abbiamo adottato alcune misure che prevedono l’aggiunta di appuntamenti per il prelievo e l’estensione dell’orario di disponibilità: nell’area triestina sono stati aggiunti 53 posti settimanali di prelievo, attivi dal 28 gennaio e fino alla metà di giugno. Per evitare il sovraffollamento nei servizi abbiamo attivato anche la giornata di sabato mattina.

Ci parli del progetto HPV selfie.

A metà febbraio riprenderà sotto nuova forma il Progetto HPV selfie, che ci permetterà, fra l'altro, di offrire alle donne che non vogliono accedere ai servizi a causa del Covid, di farsi un auto prelievo a domicilio, ricevendo a casa un Kit completo, da reinviare all'ASUGI per posta. L'autoprelievo non sostituisce lo screening, ma ci permette di posticipare il prelievo normale, senza rischi di incorrere in patologie importanti e, nel contempo, offre alla donna l'opportunità di sperimentare un nuovo metodo di prelievo senza dover accedere ad alcun servizio, se non desidera farlo in questo periodo di pandemia.

La segreteria dello screening è a disposizione per qualsiasi informazione 040 399 7235

La dott.ssa Alessandra Guglielmi, Direttore presso SC Oncologia, e la dott.ssa Rita Ceccherini, responsabile presso SC Centro Sociale Oncologico ci forniscono alcuni dati sull’attività della SC Oncologia: nel corso del 2020, nell’area Giuliana sono state effettuate 1200 prime visite oncologiche e 8200 controlli, mentre nell’area Isontina, 670 prime visite. 

Tra marzo e maggio, l’attività è stata rimodulata in accordo con le disposizioni anti Covid, ma è stata comunque mantenuta la regolare assistenza ai pazienti oncologici in presenza per alcune prestazioni come prime visite oncologiche, visite di controllo in corso di trattamento, chemioterapie non differibili, trattamenti ormonali/difosfonati e supporto trasfusionale quando non eseguibili a domicilio.

Le attività erogate riguardano le prime visite oncologiche; i controlli in corso di trattamento; le visite di follow up; le visite di pre-trattamento medico; la sorveglianza durante la somministrazione dei trattamenti; la gestione e prevenzione di effetti collaterali in collaborazione con il servizio di Cure Palliative, i Distretti , i  Medici di  Medicina  Generale, l’Ambulatorio Dolore in ARTA, la Clinica Odontostomatologica, il  Centro  Cardiovascolare, la SC Cardiologia  e tutte le Specialistiche presenti  in Azienda per le diverse competenze. 

Come avviene la presa in carico del paziente?

Attraverso la discussione del caso in gruppi multidisciplinari aziendali e interaziendali per razionalizzare gli interventi a partire dal momento della diagnosi, così da ridurre i ricoveri impropri, eliminare accertamenti inutili e ripetitivi. In questo modo si riesce a ridurre le liste di attesa e a migliorare il gradimento generale. All’interno dei gruppi multidisciplinari vengono elaborati dei percorsi diagnostico terapeutici (PDTA) condivisi, in accordo con le linee guida nazionali ed internazionali.

Con la prima visita oncologica il paziente viene preso in carico dalle Strutture che da quel momento di occuperanno di richiedere i necessari accertamenti, visite successive, esami di rivalutazione e controllo, in modo da evitare che l’utenza si debba recare dal medico curante o agli sportelli del CUP.

Quanto è importante la collaborazione con le Associazioni di volontariato?

Molto, forse ancora di più considerando la criticità del periodo. Le associazioni come LILT e ANVOLT ci hanno supportato costantemente con la fornitura di mascherine chirurgiche per i pazienti, ossimetri per gli ambulatori, due carrozzelle per facilitare gli spostamenti di chi ha disponibilità e hanno messo a disposizione parrucche per le pazienti che ne avessero necessità. Le Associazioni hanno anche dato il loro contributo nell’assistenza extra ospedaliera. 

Quali percorsi rivolti ai pazienti sono attivi presso le strutture?

Ce ne sono diversi. Un primo percorso è rivolto al mantenimento dell’immagine corporea, con lo Scalp cooling per ridurre il rischio di alopecia, acquistato con il contributo di LILT e implementato nel 2020 con altri due caschi refrigeranti donati dal Comitato Cielo Aperto.  Un altro percorso è dedicato alla cura della persona e prevede dei laboratori di bellezza come corsi di trucco e di valorizzazione dell’immagine, che in questo periodo sono stati sospesi a causa dell’emergenza. È realizzato con la collaborazione dell’ONLUS “La forza del Sorriso”, che opera a livello internazionale nel campo della bellezza e del benessere e fornisce supporto alle pazienti anche con modalità on line nel periodo della pandemia. 

C’è poi un percorso di sedute di agopuntura per il controllo degli effetti collaterali dei trattamenti chemio e radioterapici in collaborazione con l’Associazione “A.M.I.S.O.” (Associazione Medicina Integrata a sostegno dell’Oncologia), ma anche questo è stato sospeso a causa dell’emergenza sanitaria.

Infine, grazie alla collaborazione con la FAVO (Federazione delle Associazioni di Volontariato in Oncologia) e con l’AIMAC (Associazione Italiana Malati di Cancro, Parenti e Amici), è attivo il progetto “InformaCancro” che prevede quattro volontari del servizio civile nazionali. I volontari hanno una formazione specifica in psiconcologia realizzata dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e dalle psicologhe dell’Oncologia. I volontari del servizio civile, a seconda anche delle attitudini sviluppate durante il percorso di studi, partecipano all’ assistenza ai pazienti in corso di trattamento con attività di supporto pratico, sociale, psicologico, ascolto e aiuto per la conoscenza dei diritti del malato. Prevediamo che le attività in presenza riprenderanno a fine gennaio 2021.

Come si svolge il servizio di Psiconcologia?

Il servizio è attivo all’interno di ogni struttura per supportare il paziente e il nucleo familiare in tutte le fasi della malattia: diagnosi, trattamento, follow-up, ripresa di malattia, fase terminale. I colloqui si svolgono sia presso gli ambulatori, sia presso la sala di somministrazione della chemioterapia per supporto ai pazienti al momento del trattamento.

Vengono impiegate varie tipologie di intervento tra cui behavioural therapy, educational therapy, psychotherapy, counseling, gruppi di supporto a pazienti e famigliari. Naturalmente in periodo Covid l’attività ambulatoriale in presenza è stata ridotta e l’attività di gruppo è stata sospesa.

Sono state quindi avviate attività di supporto psicologico telefonico individuale e di gruppo via Skype con cadenza settimanale per le donne che erano state già precedentemente seguite in gruppo.

Dal 23 marzo è disponibile per la popolazione e per i dipendenti sanitari un call center dedicato.

Durante tutto il periodo sono stati svolti online dall’ISS il “Corso su infezione Covid” e “Corso su psiconcologia in periodo Covid”, mentre ASUGI ha organizzato il corso sulle tecniche di gestione dell’emergenza dal punto di vista psicologico, con l’intervento della Dott.ssa Giada Maslovaric dell’Associazione EMDR Italia.

Quali sono stati i cambiamenti organizzativi derivati dall’emergenza Covid-19?

Abbiamo organizzato una disponibilità telefonica dalle 8 alle 15 per consulenze che potevano essere risolte a voce o per eventuali rassicurazioni. 

Dal mese di maggio, per la parte di senologia, è stato attivato un contatto telefonico con tutte le pazienti a cui erano stati annullati appuntamenti, per informazioni sullo stato di salute e sulla riprogrammazione. 

C’è stato un cambiamento anche per quanto riguarda le attività dei team multidisciplinari, i cui meeting sono stati svolti regolarmente per via telematica. 

Anche l’attività di formazione per gli operatori delle Strutture di Oncologia, Cure Palliative, Psiconcologia, nonostante le difficoltà organizzative, è andata avanti. Tra novembre e dicembre si è infatti tenuto il webinar “L’approccio condiviso al paziente oncologico con dolore. Il trattamento del dolore: aspetti farmacologici, psicologici e relazionali”, realizzato con il supporto della S.C. Formazione.