Carcinoma squamocellulare cutaneo: a Trieste visite di screening gratuite sul tumore cutaneo

 giovedì 10 giugno 2021

La Campagna nazionale di sensibilizzazione e screening sul carcinoma squamocellulare, “Te lo dice la pelle”, che prevede visite dermatologiche gratuite fa tappa Sabato 19 giugno presso l’AOU di Trieste, Ospedale Maggiore.

La Campagna nazionale ha lo scopo di contribuire a diffondere importanti informazioni su una malattia ancora poco conosciuta che rappresenta il 20% dei tumori cutanei non-melanoma.

Promossa dalla Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse (SIDeMaST), l’iniziativa vuole porre l’attenzione sul carcinoma squamocellulare cutaneo, un tumore maligno della pelle che, secondo i dati più recenti, viene diagnosticato ogni anno a circa 19.000 pazienti. In mancanza di un registro nazionale sulla malattia, non è possibile avere un numero preciso di casi ma si evidenzia un’incidenza crescente.
Le visite si svolgeranno Sabato 19 Giugno presso la Clinica Dermatologica dell’AOU di Trieste, diretta dalla Prof.ssa Iris Zalaudek, esclusivamente su prenotazione contattando il numero 345 7686815    dal Lunedì al Venerdì dalle ore 09.00 alle 12.00.


Al fine di tutelare la salute dei pazienti e del personale medico delle strutture ospedaliere, tutte le visite saranno effettuate in totale sicurezza, in ottemperanza alle misure di prevenzione igienico-sanitarie legate all’emergenza Covid-19.
 
Il carcinoma squamocellulare cutaneo (CSCC) si origina dalla proliferazione di cheratinociti dello strato squamoso dell'epidermide. Si può manifestare come un’escoriazione o un’ulcera che sanguina, senza cicatrizzare, o come un nodulo rosso con una crosta centrale, che può sanguinare spontaneamente o in seguito a grattamento.
La lesione, localizzata in sedi fotoesposte come, ad esempio, il volto e il dorso delle mani, può essere dolorosa, crescere nel tempo e non guarisce spontaneamente, né dopo l’applicazione di creme antibiotiche o cortisoniche. Questa patologia interessa maggiormente gli uomini rispetto alle donne, di età superiore ai 50 anni, con fototipo chiaro.
L’esposizione solare eccessiva, l’uso di lampade abbronzanti e la fototerapia rappresentano i fattori di rischio più importanti, come anche l’esposizione cronica ad agenti chimici tossici (e.g. arsenico), la presenza di ferite croniche, ulcere e cicatrici, uno stato di immunosoppressione, l’assunzione di alcuni farmaci ed alcune malattie genetiche.
“Il carcinoma squamocellulare è curabile se diagnosticato in fase inziale. Proprio per questo motivo è importante richiedere una visita dermatologica che attraverso l’esame dermatoscopico può anticipare la diagnosi e quindi anche la terapia” afferma la Prof.ssa Iris Zalaudek.
 
Se diagnosticato per tempo e nelle forme precoci, infatti, l’asportazione chirurgica è risolutiva e porta alla regressione e alla guarigione nel 95 % dei casi.  Quando però viene diagnosticato in maniera tardiva il CSCC può raggiungere dimensioni troppo ampie e portare allo sviluppo di metastasi diventando avanzato. Per questi pazienti o per i pazienti non candidabili ad operazioni chirurgiche o a radioterapia la sopravvivenza media senza altri tipi di cure è di circa 12 mesi.

La Campagna “Te lo dice la pelle” è promossa da SIDeMaST con il patrocinio di APaIM (Associazione Pazienti Italia Melanoma) e CIA-Agricoltori italiani e realizzata grazie al contributo incondizionato di Sanofi Genzyme Regeneron.
 
Per ulteriori informazioni: www.telodicelapelle.it