Studio sulla trasmissione per via aerea del COVID-19: ricerca in collaborazione con l’Università di Trieste e ASUGI

 martedì 26 ottobre 2021

E’ stato allestito un sistema sperimentale che può essere impiegato per valutare le prestazioni di disinfezione per materiali o dispositivi che lavorano a bassi flussi d’aria.

Uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Trieste coordinati da Pierluigi Barbieri e di ASUGI con la supervisione del dott. Maurizio Ruscio, è stato pubblicato sull’ International Journal of Environmental Research and Public Health. La ricerca ha dimostrato - con esperimenti svolti nel laboratorio di biosicurezza BSL3 dell’Ospedale San Polo di Monfalcone - come particelle di aerosol di dimensioni inferiori a 5 micrometri siano in grado di veicolare il virus SARS-CoV-2, mantenendo la capacità di replicarsi ed infettare colture cellulari; la capacità si perde quando il virus nell’aerosol è poco, quindi – in situazioni reali - a distanza da pazienti infetti o quando la carica virale è bassa (i.e. inferiore a 104 PFU/mL nel liquido areosolizzato). E’ stato allestito un sistema sperimentale che può essere impiegato per valutare le prestazioni di disinfezione per materiali o dispositivi che lavorano a bassi flussi d’aria.  

La ricerca è riportata al sito https://www.mdpi.com/1660-4601/18/21/11172/html

Attualmente sono in corso test su sistemi di filtrazione ed irraggiamento UV brevettati da docenti dell’Università di Trieste.  

Gli sviluppi della ricerca del gruppo multidisciplinare– riporta Barbieri - ora sono focalizzati sulla rilevazione dell’infettività presente nell’aria in condizioni “real life”; risultati preliminari mostrano, fortunatamente, assenza di virus infettivo nell’aria delle strutture sanitarie finora indagate.