5 maggio - Giornata Mondiale delle Ostetriche

Talvolta si pensa che l’ostetrica sia “colei che fa nascere i bambini”, la persona che accompagna la partoriente nelle fasi finali del parto, o al massimo dal suo ricovero al ritorno a casa. Le ostetriche in realtà sono molto di più: oltre ad essere del personale sanitario qualificato (hanno cioè una laurea triennale in ostetricia), accompagnano le donne (e le famiglie) che aspettano un bambino anche nei mesi precedenti al parto e nei mesi successivi alla nascita, rappresentando per il nucleo famigliare in fase di trasformazione una vera e propria figura di riferimento.

In occasione della Giornata Internazionale delle Ostetriche, oggi 5 maggio, abbiamo deciso di dar voce alle ostetriche ASUGI in modo tale da poter avere un quadro generale più approfondito della loro professione.

Questa è la risposta delle ostetriche del territorio triestino:

"Nel territorio sanitario triestino l'ostetrica ha assunto negli anni un ruolo sempre più centrale intraprendendo un percorso per implementare le competenze e la propria professionalità.
Il nostro ruolo abbraccia molti campi riguardo al sostegno, la prevenzione e la cura nella comunità. Siamo tutte formate nel sostegno all'allattamento e nel 2014 abbiamo raggiunto il riconoscimento di Comunità amica del Bambino e dell'allattamento (BFCI), ricertificato nel 2019, offrendo quindi alle donne, alle coppie e alle famiglie informazioni e sostegno concreto per affrontare e superare le difficoltà che si possono incontrare nell'allattamento. Questo ha portato un grande risultato nell'aumento del tasso di allattamento esclusivo e nella sua durata nel nostro territorio. Si pone molta attenzione anche all'informazione data riguardo l'alimentazione complementare, questo grazie anche ad un lavoro fatto in collaborazione con il nostro dipartimento di prevenzione.
Sosteniamo le famiglie negli incontri di gruppo di accompagnamento alla nascita e nel post partum dalle 28/30 settimane circa fino ai 6 mesi dei bimbi favorendo l'emergere di una genitorialità responsiva e l’empowerment delle mamme/famiglie; questo permette talvolta di creare reti di sostegno tra famiglie e grandi amicizie che proseguono negli anni.
Restiamo in ogni caso un punto di riferimento per alcune mamme/famiglie fino ai 3 anni di vita nell'ambito del sostegno materno infantile.
Nel periodo Covid abbiamo continuato ad essere presenti nell'assistenza ed essere vicini alle mamme/famiglie attivando tempestivamente percorsi online su varie piattaforme.
In questo periodo abbiamo aumentato  in modo  sensibile il numero delle visite domiciliari soprattutto in puerperio, con particolare attenzione alle famiglie con bisogni speciali.
Abbiamo un ruolo, in collaborazione con gli altri membri dell'equipe, consultoriale e con altre strutture di ASUGI extra Asugi (dipartimento delle dipendenze, CSM, Burlo...), nel sostenere le famiglie con fragilità o a rischio psicosociale nel periodo materno infantile.
Dal 2022 siamo impegnate nel progetto bilistick in collaborazione con il Burlo per evitare alle famiglie con neonati a rischio ittero di tornare in ospedale dopo la dimissione per sottoporsi al prelievo di birubina.
Siamo coinvolte nell' informazione ai giovani e nelle scuole sulla contraccezione, affettività e sessualità e sulla prevenzione e partecipiamo all'accoglienza dei giovani che accedono negli spazi giovani di ogni consultorio.
Alcune di noi sono impegnate direttamente nei progetti di prevenzione e di screening dei tumori della sfera genitale femminile (Pap test e mammografia).
Qualcuna di noi è formata riguardo la rieducazione perineale e sull'assistenza alla donna nei grandi cambiamenti della menopausa.
Molte ostetriche svolgono attività di docente presso l’Università degli studi di Trieste e quasi tutte sono tutor di primo livello per le studentesse del Corso di laurea di ostetricia, altre sono impegnate nella formazione e l'aggiornamento del personale regionale.
Il nostro lavoro come ostetriche territoriali è veramente molto ampio e dà molte soddisfazioni, e ci sentiamo veramente partecipi alla vita di comunità."

 

Queste invece la parole della Dott.ssa Roberta Giornelli, Responsabile Ostetrica dell'area Isontina:

La vostra è una professione sanitaria, ma che richiede anche molte competenze trasversali, penso anche a quelle psicologiche, sociologiche... che caratteristiche e competenze sviluppa una brava ostetrica?

La caratteristica peculiare delle ostetriche è proprio quella di entrare con grande rispetto nell'intimità della nascita. Questo ha permesso di sviluppare una grande empatia con le donne e con le coppie, ed è quello che caratterizza la nostra professione. Entrare in ascolto è per noi fondamentale, un ascolto che ci aiuta a fornire il supporto necessario, nell'affrontare non solo il dolore del parto, ma anche per poter personalizzare e consigliare le scelte di salute in linea con le evidenze scientifiche. Quello che un’ostetrica oggi deve avere è tutto questo: entrare in una relazione profonda intima per consigliare supportare le donne per rinforzarle e accompagnarle a stare in salute. Il legame tra un’ostetrica e una donna dura tutta la vita.

Quali sono le criticità oggi? Quali muri ancora da abbattere?

Le evidenze scientifiche hanno fatto emergere quanto sia importante rispettare la fisiologia e l'umanizzazione della nascita cercando di non medicalizzare gli interventi qualora non siano necessari. Le donne devono riappropriarsi di questi concetti di salute, sentendosi più forti e protagoniste sconfiggendo il pensiero che più interventi si fanno e meglio si sta. Dobbiamo fare un grande lavoro di empowerment per far riconoscere alle donne che la salute e la fisiologia devono essere rispettate innanzi tutto da loro, ed accompagnare questo processo culturale di cambiamento che ha visto delegare ad altri le decisioni sulla propria salute. I muri da abbattere sono quelli purtroppo che vedono ancora poco espresse le nostre competenze nelle aree di riferimento ginecologia e neonatologia, cercando di dare un contributo soprattutto sull'appropriatezza assistenziale nel rispetto dei profili di appartenenza.

Come è cambiato il lavoro nel corso degli anni?

Nel corso di questi anni il nostro lavoro non è cambiato, da sempre siamo acconto alle donne e ai loro bambini, seguendo il loro percorso di salute in tutto l'arco della vita dalla nascita alla menopausa.
Molto spesso la professione ostetrica si associa alla gravidanza e al parto , ma ci tengo a ricordare il nostro impegno anche nell'area della ginecologia ( prevenzione dei tumori, la menopausa, salute riproduttiva,.. ) e  del neonato (assistenza alla nascita, allattamento, bilanci di salute fisiologici, )  facendo sì con la nostra formazione, di diventare delle operatrici esperte in grado di dare un contributo in piena autonomia clinico- assistenziale nella fisiologia e con la capacità di individuare situazioni potenzialmente patologiche e richiedere in quel caso l'intervento  degli  altri specialisti (ginecologi, pediatri, psicologi e tutti quelli che potrebbero essere coinvolti). Certo è che oggi stiamo riconquistando questo ruolo nella salute delle donne e dei bambini. In questi anni molto spesso siamo state relegate a svolgere solo attività di sala parto all'interno degli ospedali, in maniera più rappresentativa e poco sul territorio dove invece il nostro ruolo si addice ancora di più. Oggi ritorniamo a svolgere le nostre competenze come professioniste centrali nell'ambito del percorso nascita e nello sviluppo di attività per la prevenzione della salute riproduttiva e sessuale e nei 1000 giorni di vita per la donna i bambini e le famiglie. Il nostro lavoro non è cambiato ma stanno cambiando le organizzazioni e i decisori che finalmente hanno riscoperto il nostro ruolo e vogliono investire su di noi per attuare programmi di salute necessari alle donne e alle famiglie.

 

 

CREAUS/EL/ss