21 febbraio - Giornata Nazionale del Braille

L’Onu evidenzia che le persone con disabilità visiva sono più a rischio delle altre di finire in povertà. La perdita della vista, infatti, può influire sulla cattiva salute, aumentare le disuguaglianze sociali e negare l’accesso all’istruzione o a un’adatta occupazione. È per questo che la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, adottata dall’Onu nel 2006 considera come centrale la promozione dell’alfabeto braille per un concreto miglioramento della vita delle persone non vedenti.
Il Braille non è una lingua, bensì un metodo di scrittura unificato a livello internazionale e adattato alle varie lingue. In Braille si possono rappresentare le lettere dell’alfabeto, la punteggiatura, le note musicali, i numeri e i simboli matematici.
Il sistema Braille è stato inventato da Luis Braille, diventato cieco a tre anni in seguito a un incidente nell’officina di sellaio di suo padre. Studente prima e insegnante poi dell’Institution des Jeunes Aveugles di Parigi (una scuola che avviava al lavoro i ragazzi non vedenti), migliorò il metodo di lettura Haüy insegnato nell’istituto che permetteva di leggere con il tatto i caratteri della stampa messi in risalto da un filo di rame, ma non consentiva di scrivere.
Al contrario il metodo proposto da Louis Braille consentiva anche la scrittura ispirandosi alle modalità con cui i militari mandavano dispacci notturni.
Ad oggi sono tanti gli strumenti che avvalendosi delle moderne tecnologie permettono ad ipovedenti e non vedenti di accedere alla letteratura (audiolibri, software di lettura) ciononostante il Braille resta ancora oggi il sistema di scrittura standard più diffuso e utilizzato dalle persone cieche.
 
#GiornataNazionaleDelBraille.