Replica all'articolo del Piccolo “Nell’ospedale di comunità solo 37 operatori”
Replica all'articolo del Piccolo “Nell’ospedale di comunità solo 37 operatori”
In relazione a quanto apparso nell’articolo a firma Francesco Fain dal titolo “Nell’ospedale di comunità solo 37 operatori” ASUGI specifica che:
Il presidio territoriale che ospita anche la Casa di Comunità e l’Ospedale di Comunità è stata realizzato come ambiente in grado di accogliere diversi servizi e funzioni che reificano gli indirizzi del nuovo modello organizzativo della sanità territoriale introdotto con il DM 77/22 che pone il territorio e l’integrazione sociosanitaria come fondamenta dei percorsi di cura e assistenza a favore, in particolare, delle persone fragili, anziane non autosufficienti.
Lo sviluppo dei percorsi di integrazione sociosanitaria sono la vera sfida della riorganizzazione dei servizi e, quindi, della programmazione e della gestione delle risorse umane.
Alla luce dei nuovi paradigmi che orientano le cure territoriali è sbagliato assumere un criterio meramente numerico (delle teste) che non considera la multidisciplinarietà dei percorsi di cura che si articolano nella rete dei servizi distrettuali, ospedalieri, specialistici, dei professionisti delle cure primarie, dei servizi sociali e delle risorse che la comunità locale, per il tramite del terzo settore può apportare.
Ma se si deve perseguire uno scolastico ed elementare calcolo di teste e numeri si evidenzia che gli standard di personale previsti per l’ospedale di comunità sono i seguenti:
Gli standard di personale per 1 Ospedale di Comunita' dotato di 20 posti letto:
7-9 infermieri (di cui 1 Coordinatore infermieristico),
4-6 Operatori Sociosanitari,
1-2 unita' di altro personale sanitario |con funzioni riabilitative e
un Medico per 4,5 ore al giorno 6 giorni su 7.
L’attuale dotazione supera ampiamente questi standard e, inoltre, la programmazione aziendale delle risorse umane è mirata a salvaguardare l’acquisizione di personale sanitario in funzione dei fabbisogni che l’evoluzione del nuovo modello di organizzazione dei servizi rende necessario e al potenziamento delle nuove funzioni previste dalla riforma.