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martedì 22 settembre 2026

A Trieste il convegno conclusivo sui progetti per la sicurezza nel lavoro portuale

Il 23 settembre alla Torre del Lloyd saranno presentati risultati e prospettive delle iniziative sviluppate da INAIL Friuli Venezia Giulia, Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale e ASUGI nell'ambito dell'Accordo attuativo del Protocollo d'intesa INAIL-Ministero dei trasporti-Assoporti

TRIESTE – Esoscheletri, barriere laser modulari, dispositivi di visione avanzata, monitoraggio dei near miss: la sicurezza 4.0 attracca nel porto di Trieste. Questi i temi del convegno “Il porto che innova la sicurezza” in programma domani 23 settembre, presso la Torre del Lloyd di Trieste.

Tre i filoni sviluppati con appositi progetti: “CONDIVIDO” con attività di studio e sperimentazione di strumenti integrati per monitorare i quasi infortuni (“near miss”), “SAFETY 4.0”, che ha consentito di sperimentare nelle aree portuali barriere laser modulari, dispositivi di visione avanzata nonché di avviare l’addestramento con simulatore per le attività negli ambienti confinati, infine, il progetto “ERGONOMIA dei mestieri del Porto” che ha approfondito le problematiche ergonomiche associate all’esecuzione di specifici compiti caratterizzati da movimentazione manuale dei carichi e assunzione di posture incongrue, realizzando una sperimentazione di esoscheletri occupazionali per la riduzione del sovraccarico biomeccanico e il miglioramento del benessere lavorativo.

«La sicurezza nei porti – dichiara Angela Forlani, direttrice regionale INAIL Friuli Venezia Giulia – rappresenta una sfida complessa e strategica, che richiede un impegno costante nell’innovazione, nella ricerca e nella collaborazione tra istituzioni, imprese e lavoratori. L’esperienza sviluppata in Friuli Venezia Giulia dimostra come l’applicazione di nuove tecnologie e la sperimentazione di soluzioni innovative possano tradursi in una prevenzione sempre più efficace, concreta e vicina alle esigenze dei lavoratori».

“Abbiamo portato l’innovazione direttamente nei luoghi di lavoro – sottolinea il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale Marco Consalvo- sperimentando insieme alle imprese e ai lavoratori strumenti concreti per prevenire i rischi e migliorare le condizioni operative. Come Autorità portuale abbiamo messo a disposizione luoghi, competenze e organizzazione, coinvolgendo chi lavora ogni giorno sulle banchine. Ora l’obiettivo è fare in modo che i risultati di questo percorso diventino pratiche stabili, capaci di rendere il lavoro portuale sempre più sicuro”

Luigi Finotto, Direttore del Dipartimento di Prevenzione di ASUGI, afferma “L’innalzamento dei livelli di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori portuali passa anche attraverso la sperimentazione sul campo di nuove tecnologie di ausilio alle attività fisiche e alla conduzione di mezzi e attrezzature. Inoltre il monitoraggio dei così detti mancati infortuni consente di indirizzare e modulare le attività di prevenzione e assistenza alle imprese, che rappresentano i cardini fondamentali della S.C. Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro di questa Azienda Sanitaria”.

Il convegno, che si potrà seguire in diretta streaming, consentirà di illustrare i principali risultati raggiunti e condividere le prospettive future delle iniziative avviate, con particolare attenzione al trasferimento della ricerca applicata nei contesti operativi portuali.

La collaborazione tra istituzioni, ricerca e realtà produttive ha consentito di sperimentare approcci innovativi alla prevenzione, integrando tecnologie avanzate, analisi dei processi lavorativi e partecipazione attiva delle imprese e dei lavoratori.

Uno degli aspetti più significativi del percorso riguarda la capacità di trasferire i risultati della ricerca applicata nei contesti operativi reali. Le sperimentazioni condotte nelle aree portuali hanno permesso di valutare l’efficacia di soluzioni tecnologiche innovative per la gestione dei rischi e di favorire l’adozione di strumenti avanzati per il monitoraggio delle situazioni di pericolo, il miglioramento della consapevolezza degli operatori e il supporto alle attività formative e addestrative.

Fondamentale per la realizzazione e il successo del programma è stato il contributo dei Dipartimenti della Direzione centrale ricerca dell’INAIL. Le competenze multidisciplinari del Dipartimento Innovazioni Tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici (DIT) e del Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro e Ambientale (DIMEILA) hanno garantito il necessario supporto scientifico alle attività di studio, sperimentazione e validazione delle soluzioni sviluppate.

Il lavoro svolto ha permesso di coniugare innovazione tecnologica, analisi dei rischi e tutela della salute dei lavoratori, rafforzando il dialogo tra ricerca e mondo operativo e ponendo le basi per ulteriori sviluppi nel campo della prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali nel lavoro portuale.

L’evento conclude il percorso realizzato nell’ambito dell’Accordo attuativo del Protocollo d’intesa INAIL-Ministero dei Trasporti-Assoporti 2023-2026 e rappresenta un momento di sintesi delle attività sviluppate negli ultimi anni grazie alla collaborazione tra istituzioni, ricerca scientifica, imprese e lavoratori impegnati nella promozione della salute e della sicurezza nei porti del Friuli Venezia Giulia.


data ultima modifica: 22 settembre 2026